9 consigli per giocare a giochi di ruolo e narrazione come playtester

1. Portate il meglio di voi e le vostre migliori intenzioni: giocate al meglio delle vostre possibilità. Pensate a ciò che potrebbe disturbarvi prima di sedervi al tavolo: se avete fame, sonno, non state bene o avete avuto una brutta giornata trovate una soluzione prima dell’inizio del playtest oppure mettere da parte queste distrazioni. Qualora non vi sia possibile potete sempre fare un passo indietro: le pessime giornate capitano a tutti e nessuno ve ne farà una colpa. Durante il gioco siate positivi e proattivi, si tratta del lavoro e della gioia di qualcuno, trattatelo bene. Ricordate che i playtest possono essere anche faticosi o non intrattenervi particolarmente: se vi sentite tesi o impazienti, fate un respiro profondo e ricordate a voi stessi che questo non è un gioco finito. Donate all’autore la vostra attenzione e la vostra energia mentale per contribuire al buon andamento del playtest: il vostro scopo non è giocare la partita perfetta ma dare spazio a tutti nella conversazione e aiutare questo gioco a diventare migliore.


2. Chiedete quale tipo di feedback è utile all’autore e cercate di comprendere l’idea centrale del gioco. Chiedete all’autore di esporre la sua visione del gioco, come immagina il suo stato finale e appuntate eventuali suggerimenti ed osservazioni in modo da aiutarlo a raggiungere quella visione, piuttosto che avvicinare il gioco alle vostre preferenze personali. Non esiste una modalità di gioco universale ed a maggior ragione ogni playtest ha presupposti diversi. È difficile mettere da parte le proprie preferenze e osservare il gioco alle sue condizioni ma è un ottimo modo per aiutare l’autore a migliorare. Se non sapete quale feedback l’autore desidera ricevere basta chiedere e fornire osservazioni adeguate alla richiesta.

Un processo iterativo di design richiede diversi cicli di progettazione, prototipazione e testing per arrivare ad un prodotto finito: ogni ciclo, ponendosi obiettivi di progettazione nuovi e sempre più strutturati porterà il gioco ad uno stato più vicino al completamento. Per voi playtester può essere estremamente utile capire che progetto sta dietro al gioco e a questa sua iterazione, per poter dare dei feedback informati e dritti al punto.


3. Domandate chiarimenti per le questioni che vi risultano confuse. È importante chiedere chiarimenti quando qualcosa è poco chiaro. Domande come “Aspetta, cosa dovrei narrare durante questa fase?” O “Come faccio a decidere quale meccanica attivare? “ possono risultare preziose per un autore, ma attenzione, troppe domande e interruzioni possono rendere impossibile il test di un gioco. Conservate le vostre domande filosofiche più profonde per la discussione post partita. Al termine della sessione potrete riportare ciò che ha reso difficile l’apprendimento del gioco e quali sono state le regole che vi hanno confuso, cosa ha sciolto i vostri dubbi su quegli aspetti o se ancora siete confusi a riguardo.


4. Astenetevi dai feedback fino alla fine della partita. Prendete appunti, se riuscite, mentre giocate e attendete la fine della partita per condividere i vostri feedback. Diagrammi, ragionamenti, domande sono oro per l’autore. È importante giocare l’esperienza per avere un senso della sua portata: concentratevi sul gioco che è, non sul gioco che vogliate che sia. Prendendo appunti potrete condividere con l’autore qualcosa di tangibile da considerare in seguito alla sessione. Ponetevi delle domande sul gioco e riportate le risposte o le domande stesse. A chi è rivolto? Quando sarà giocato o lo giochereste? Come agiranno le persone durante il gioco? etc


5. Evidenziate gli intoppi piuttosto che suggerirne la soluzione. Siete qua per giocare, non per fare design: non siete responsabili della sistemazione del gioco in vece dell’autore. È bene evitate di dare suggerimenti su come strutturare o cambiare le regole, soprattutto se non sono richiesti (chiaramente potete esplicitare la vostra opinione qualora fosse richiesta, ma non esagerate). Le soluzioni che proponete potrebbero essere qualcosa che l’autore ha già provato e scartato ed in ogni caso queste conversazioni possono rapidamente rallentare un test di gioco fino a fermarsi. Evidenziate le vostre difficoltà nell’applicare le procedure e le meccaniche, o elementi che vi risultano di difficile comprensione, ma lasciate che sia l’autore a considerare questi elementi e a ripararli.


6. Concentratevi sulle cause degli intoppi e sulla vostra esperienza come giocatori. Non limitatevi ad evidenziare gli intoppi in sé ma concentratevi su come sono avvenuti e hanno influenzato la vostra esperienza. Commentate le vostre reazioni al gioco evitando l’uso vago e insipido di parole come “divertente” o “interessante”, parlate di come i tempi di gioco hanno spostato la vostra attenzione, o della frustrazione determinata da uno specifico conflitto, o della dolorosa decisione di abbandonare un compagno per portare a termine la missione. Abbiate qualcosa di positivo da dire sul gioco, anche se non vi piace: è importante essere incoraggianti e utili, per mantenere un’atmosfera amichevole. Provate, perciò, a comunicare l’entusiasmo che vi suscita l’uno o l’altro elemento facendo riferimento a come ciò ha contribuito alla vostra esperienza.

Se pensate che uno schema formale vi possa aiutare nell’elaborare la vostra esperienza potete provare, in linea con il modello MDA, a descrivere il modo in cui una specifica sensazione o emozione derivata dalla vostra partita sia frutto di alcune sue dinamiche (i.e. il modo in cui il gioco vi spinge in una determinata direzione) e quali meccaniche si intrecciano per dare vita alle suddette.


7. Siate onesti, franchi e diretti nell’esprimere le vostre opinioni. Può essere difficile dare un parere a qualcuno che ha speso tempo, fatica e ha investito speranza e passione in un gioco. Ma questo è ciò che siete qui per fare. Abbiate tatto e ricordatevi di puntare al miglioramento e sull’essere positivi anziché essere lapidari. Non addolcite le vostre critiche e allo stesso tempo non rinunciate a esporre delle critiche costruttive solo perché potrebbero essere difficili da digerire per l’autore ma adottate tutto il vostro buon senso perché lo scambio di opinioni vada per il meglio.


8. Siate specifici. Un’osservazione specifica e di qualità è sempre più utile di un’opinione generale. “Le regole sono buone ma hanno ancora bisogno di lavoro” non è facilmente utilizzabile. Cercate di capire esattamente cosa stava funzionando o non stava funzionando per voi. La creazione del personaggio vi è sembrata troppo lenta? I che punti il gioco vi ha supportato e in quali vi ha aiutato meno? Quali erano le vostre aspettative sulla tematica? Cosa è successo come risultato di una particolare meccanica? Dire “Non mi piaceva la risoluzione” è vago, mentre “Non mi piace come la risoluzione toglieva agency ai personaggi affidando la narrazione dei successi al narratore” è specifico e utilizzabile.


9. Chiudete richiamando l’attenzione su giochi e altre opere (letterarie, cinematografiche, etc) che vi ricordano il gioco. Non esiste un autore che ha giocato, letto, visto tutto perciò torna sempre utile venire a conoscenza di opere con temi o meccanismi simili alla propria, perciò menzionate elementi in comune con altre opere e sottolineatene le differenze: non si tratta di evidenziare le scopiazzature ma di fornire indicazioni su materiale potenzialmente interessante da consultare per l’autore. Resistete alla tentazione di dire quale gioco è “migliore”, l’autore sa bene che il proprio gioco ha ancora bisogno di lavoro e non trae alcun beneficio dal confrontare la qualità del suo prodotto con altro tramite il playtest.


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